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domenica, 05 settembre 2010
Il senso dell'azione politica e il profilo del politico umanista

 Perché la politica?

ImageImageIl Movimento Umanista esiste ufficialmente dal 1969. Dopo vari anni, in cui il movimento ha attraversato diverse vicende, portato avanti innumerevoli progetti e raggiunto numerosi obiettivi, ma soprattutto dopo essersi espanso in svariati paesi del mondo, la struttura organizzativa del movimento decise nel 1984 di fondare un partito politico: il Partito Umanista.

Non fu tutto il movimento a trasformarsi in partito politico. Non poteva essere così. La politica è solo una delle espressioni dell'essere umano, e siccome gli obiettivi di trasformazione del Movimento Umanista riguardano tutti i campi di espressione dell'essere umano, non poteva essere ridotto tutto ad un partito politico.

Per altri movimenti è successo il contrario. Il marxismo, per esempio, che era inizialmente una corrente di pensiero che basava le sue tesi su considerazioni che partivano dall'essere umano e dal significato della sua esistenza (sinistra hegeliana), ha visto ridotto il suo campo d'azione alla sola politica, perdendo, come purtroppo ci racconta la storia, il senso stesso dell'azione politica. Partendo da una visione, rivoluzionaria per quei tempi, dell'essere umano e dei suoi bisogni concreti, il movimento marxista si mosse per la conquista di diritti fondamentali fino ad allora negati alla maggioranza degli esseri umani. Perdendo il senso dell'azione, questa si è trasformata in mera tattica per la conquista del potere, negando drammaticamente quegli stessi diritti da cui era partita.

Tornando a noi, il Partito Umanista nasce quindi come uno degli strumenti nelle mani del Movimento Umanista per passare dalla preistoria ad una vera storia dell'Uomo. Ma tale rimarrà: uno strumento. Perché la politica non è la sola espressione umana, anche se una delle più alte. Altri organismi umanisti sono nati e nasceranno ancora, se fosse necessario.

A questo punto viene fuori la prima domanda:

Che senso ha, per noi, l'azione politica?

ImageLa storia dell’essere umano è la storia della sua lotta per  superare il dolore e la sofferenza, una lotta che rappresenta il vero motore del  progresso umano. Il dolore, inteso come oltraggio subito dal corpo, si va superando con l’avanzare di una vera ricerca scientifica, rivolta cioè al benessere e all’evoluzione dell’essere umano. Il dolore si va superando, inoltre, con l’instaurarsi di una vera comunità umana, nella quale si vadano eliminando le vestigia zoologiche della prevaricazione e della sopraffazione (in qualunque forma vengano esercitate) proprie di un modo di coesistere "non umano".

Il malessere mentale, nei suoi vari gradi d’intensità, definisce invece la sofferenza, la quale si va superando, da un lato, dandosi le condizioni scientifiche e sociali appena definite, e per l’altro lato con la ricerca ed il crescere di un senso nell’esistenza. Pertanto tutto ciò che è conoscenza e azione umana va analizzato dal punto di vista del contributo apportato ad un progresso in tal modo inteso.

Quindi: una società veramente umana dovrebbe essere l’organizzarsi e il cooperare degli esseri umani verso questo superamento. Affinché questa cooperazione si dia, è necessaria la convergenza delle intenzioni umane in tale direzione, ma quello che accade in realtà è che alcuni si sono appropriati indebitamente dei meccanismi di regolazione sociale, monopolizzando la gestione delle risorse ed esercitando la violenza economica su larga scala.

Ecco, quindi, che si intravede il senso dell'azione politica.

Se con la parola "politica", s’intendesse l’arte della gestione dei comuni interessi in una comunità realmente cooperante, allora un politico dovrebbe essere un componente di tale comunità che possiede, al più alto grado, la vocazione per questa arte e pone le sue migliori energie e capacità in funzione dello sviluppo delle condizioni sociali. La politica dovrebbe essere, quindi, la disciplina che, più d’ogni altra, si pone il problema del come canalizzare le risorse, le attività e le iniziative della comunità verso il comune benessere. La funzione politica dovrebbe essere esercitata da quei membri della società che, più d’ogni altro, possiedono il senso civico, la sensibilità e l’ingegno adeguati per la soluzione dei comuni problemi.

L'azione politica dovrebbe avere come obiettivo principale il comune benessere.

ImageImageE che cos’è quindi il comune benessere?

E’ la possibilità per ogni essere umano, in una società che sia tale, di poter accedere liberamente a una adeguata cura per la sua salute fisica e mentale, a tutti i gradi di conoscenza e istruzione verso cui si senta portato per propri interessi e tendenze, ad un habitat e a forme sociali benefiche al suo sviluppo e alla sua evoluzione. ImageIn poche parole è la garanzia per tutti di servizi adeguati circa salute, educazione e qualità della vita.

Pertanto, l’azione politica dovrebbe prioritariamente canalizzare le risorse, le attività e le iniziative verso questi importanti aspetti. Dovrebbe, inoltre,  essere altamente impegnata nel vigilare circa la sottrazione di questi diritti, operata a danno di una qualunque parte della comunità umana. Dovrebbe, in ultima analisi, essere un’azione politica fondamentalmente incentrata nei diritti umani, senza discriminazioni di sorta. L’essere umano come valore centrale, mai come in questo caso, è l’argomento imprescindibile di una azione politica che restituisca a questo termine il suo sano significato.

 Profilo del politico umanista 

ImageSe è questo il senso dell'azione politica per noi, come ce lo immaginiamo un politico umanista?

 Il Partito Umanista non nasce da politicanti allevati in un "ambito" in cui la parola "politica" ha perso il suo senso originario, per diventare sinonimo di corruzione, d’interessi di parte, d’ipocrisia, di raggiri, ecc.. Esattamente l’opposto di quello che dovrebbe essere.

Il Partito Umanista nasce da gente comune che, ponendosi fondamentali domande circa il senso dell’esistenza, il valore dell’essere umano, e infine sul significato reale di comunità umana, ha ritenuto necessario impegnarsi politicamente, ritrovando, faticosamente, il significato originario e il senso vero del fare politica. Su queste basi, già dal 1984, viene fondato il Partito Umanista e, da allora, la sua presenza si è sempre più diffusa in vari paesi.

In conseguenza di queste considerazioni, il "profilo" del politico umanista è già delineato.

Un politico umanista, anteponendo l'interesse comune a qualsiasi altro interesse, qualora fosse eletto in un organo rappresentativo di qualsiasi livello, starebbe sempre “con le spalle al palazzo e con la faccia verso i cittadini”. Il suo compito principale, cioè, sarebbe sempre quello di farsi rappresentante all'interno dei palazzi della politica delle istanze dei cittadini, mantenendo un contatto diretto e continuo con essi.

Un politico umanista è soprattutto, e rimane sempre, un "militante". Ora come ora, che il distacco tra i cittadini e la politica si sta trasformando in una voragine sempre più larga, il politico umanista va nella direzione contraria, proprio perché è consapevole che se vivesse anch'egli questo distacco, automaticamente la sua funzione perderebbe qualsiasi senso.

ImageSarebbe affetto, in altre parole, da quella malattia – chiamata “antipolitica” - che invece ha colpito, guarda caso, proprio tutti quei politicanti che definiscono con questo termine ogni movimento autogestito di cittadini che, proprio perché hanno voglia di politica, si muovono autonomamente da tali politicanti e, spesso, proprio contro di loro.  

Quindi è una questione di “responsabilità politica”. Qualsiasi sia il suo livello di responsabilità all'interno del partito, o all'esterno come rappresentante umanista eletto all'interno delle istituzioni, un politico umanista è colui che:

Imageutilizza sempre come metodologia d'azione la non-violenza attiva;

aiuta a migliorare le condizioni di vita di coloro che ne hanno bisogno, soprattutto incitando e organizzando uno sforzo collettivo;

contatta, aiuta, organizza e chiarisce coloro che subiscono violenze di qualsiasi tipo, opponendosi e denunciando allo stesso tempo tutte le forme di violenza: dalle discriminazioni di qualsiasi tipo a tutte le forme di monopolio;

formula sempre proposte per dare soluzione ai problemi politico-sociali, basandole ovviamente sulla nostra ideologia;

partecipa, laddove è possibile, a tutti i livelli di elezioni, da quelle di zona a quelle europee;

utilizza, laddove è possibile, tutte gli strumenti di comunicazione per diffondere le nostre idee e posizioni;

utilizza tutte le forme e tutte le possibilità per aumentare il consenso, e quindi la militanza, attorno alle nostre proposte e iniziative.

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 Conclusione

Le caratteristiche sopra elencate sono solo le caratteristiche principali dell'azione di un politico umanista. Ma verso dove va questa azione? Quali sono gli obiettivi dell'azione del Partito Umanista?

Dal Documento del Movimento Umanista si possono estrapolare le tematiche generali su cui gli umanisti dovrebbero concentrare la loro azione sociale e politica:

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Ognuno di questi grandi temi può essere trattato singolarmente e all’interno di ognuno di essi si possono individuare argomenti più specifici. L’analisi di questi argomenti e le corrispondenti soluzioni proposte dovrebbero far parte di un programma politico degno di questo nome.

 

Carlo Olivieri

 

 

 

 
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